Commercio online normativa – Normativa e-commerce online


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Il commercio elettronico negli ultimi anni ha davvero avuto negli ultimi anni un’esplosione incredibile. E’ un business dalle opportunità straordinarie che attira un sempre maggior numero di operatori interessati a entrare in questo tipo di business. Quando si decide di aprire un sito di e-commerce bisogna rispettare alcune regole fiscali e amministrative per evitare delle sanzioni. La normative dell’e-commerce è abbastanza complessa, per cui vogliamo con questo articolo spiegare i vari aspetti di questa normative del commercio online.

Ci sono alcune dispcipline che vanno rispettate che vengono applicate al commercio elettronico.

IL COMMERCIO ELETTRONICO

Il commercio elettronico viene definito dalla comunità europea come lo “svolgimento di attività commerciali e di transazioni svolte per via elettronica”. Le attività principali del commercio elettronico sono la commercializzazione di bene e servizi per via telematica, l’emissione informatica di dati digitali, lo svolgimento di operazioni finanziarie e di borsa, lo svolgimento di appalti pubblici, altre transazioni delle pubbliche amministrazioni.

DECRETO LEGISLATIVO 31 MARZO 1998

Questo decreto rappresenta la riforma del commercio elettronico e fa riferimento alla vendita che avviene attraverso vari metodi come la televisione, la corrispondenza, e altri mezzi di comunicazione, incluso anche la vendita su internet. Questo decreto stabilisce che si vuole avviare un’attività di vendita elettronica bisogna avvisare il comune di residenza del titolare dell’e-store. Dopo 30 giorni, se non si riceve nessuna risposta contraria si puó iniziare l’attività. Questa dichiarazione deve dimostrare l’esistenza dei requisiti previsti per l’apertura di un’attività commerciale e cioè quelli che giuridicamente sono definiti di capacità ed onorabilità. Per cui colui che vuole apprire un’attività di commercio elettronico non deve aver subito fallimenti e delle condanne penali per essere considerato idoneo all’apertura di tale negozio.

L’IMPORTANZA DEI CONTRATTI

I contratti nel commercio elettronico sono disciplinati dalla legge numero 59 del 15 marzo 1997. Bisogna porre una certa attenzione per quanto riguarda i contratti, perchè i contratti online hanno valore legale, e bisogna capire l’importanza e le implicazioni legali legati alla firma elettronica.

L’articolo 15 di questa legge dà valore legale a tutti i documenti, atti, dati, contratti che vengono costituiti online e trasmessi telematicamente. Il 10 novembre è stato approvato un decreto che stabilsce i criteri che dovranno essere rispettati affinchè questi documenti informatici abbiano valore legale.

L’articolo 11 di questo regolamento dice “I contratti stipulati con strumenti informatici o per via telematica mediante l’uso della firma digitale secondo le disposizioni del presente regolamento sono validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge”, significa che ponendo una firma digitale si stipula un contratto tra le parti che ha valore legale. Per avere valore legale i contratti in via telematica devono essere rispettate alcune regole:  innanzitutto il potenziale cliente deve vedere la pagina in forma dimostrativa, in modo che sia in grado di valutare il contratto e che non firmi inavvertitamente un contratto che lo vincoli giuridicamente, su ogni pagina bisogna consentire al cliente di lasciare la pagina e di cancellare i dati che ha inserito fino a quel momento, è necessario inoltre accertare l’identità del cliente

Tutte queste regole si basano sul principio di trasparenza, il cliente deve essere consapevole della situazione in atto, e del fatto che sta firmando un contratto. L’operazione si conclude con l’accettazione da parte del cliente per via elettronica delle regole del contratto e dell’ordine.

ACCETTAZIONE DEL CONTRATTO

Il codice civile con l’articolo 1326 stabilisce che: “il contratto è concluso nel momento in cui chi ha fatto la proposta ha conoscenza dell’accettazione dell’altra parte”. Nel commercio elettronico il concetto è lo stesso anche se bisogna fare attenzione al fatto che l’accettazione del contratto avviene quando il destinatario/cliente riceve una email di conferma sul proprio indirizzo di posta. Il cliente è tenuto a controllare la sua posta immediatamente dopo l’esecuzione della transazione perchè per legge il contratto è conclusi quando il venditore invia il messaggio al cliente, indipendentemente dal fatto che il cliente legga o meno questo messaggio, a meno che ovviamente il cliente fosse in una situazione di causa maggiore che l’abbia impossibilitato dalla lettura della conferma dell’accettazione del contratto.

Un altro aspetto piuttosto importante nella conclusione del contratto è il luogo della conclusione. Il contratto informatico coinvolge relazioni tra soggetti che si possono trovare in luoghi completamente diversi, per cui viene considerato come luogo di conclusione del contratto la sede legale dell’indirizzo elettronico del proponente.

LA TUTELA DEL CONSUMATORE ONLINE

Un aspetto fondamentale del commercio elettronico è la tutela del consumatore che rappresenta sicuramente l’anello più debole delle transazioni online. Il decreto legislativo del 22 maggio del 1999 numero 185 si preoccupa di stabilire delle regole di protezione dei consumatori nell’ambito di contratti che avvengano a distanza come i contratto telematici. Il cliente deve ricevere una serie di informazioni che lo aiuteranno nella totale comprensione del contratto in questione. Il cliente deve poter conoscere l’identità e la sede del venditore, deve conoscere dettagliatamente le caratteristiche del bene o del servizio, quali siano le modalità di pagamento accettate dal fornitore, le spese di spedizione e se esiste o meno il diritto di recesso, se ci sono situazioni di possibilità di restituzione del bene.

Assume molta importanza in questo contesto il diritto di recesso. Il fornitore deve informare per iscritto il cliente dell’esistenza di questo diritto e delle modalità con cui questo diritto puó essere esercitato. Nelle modalità di esercizio del diritto di recesso il fornitore deve dare un termine entro il quale questo diritto puó essere esercitato dopo la ricezione della merce. Il decreto legge stabilisce che La comunicazione può essere inviata mediante lettere raccomandata, ma anche telegramma, telefax e fac-simile, nonché, avvalendosi della firma digitale, anche con un documento informatico inviato, per e-mail all’indirizzo elettronico indicato dal venditore.”.

Anche  in questo caso la disciplina di base è quella della trasparenza, il cliente deve avere tutte le informazioni necessarie per essere in grado di valutare consapevolmente la transazione.

 

TUTELA DELLA PRIVACY

Il decreto legislativo numero 196 del 30 giugno 2003 si occupa di protezione dei dati personali. Il fulcro di questo decreto  è  la riservatezza e la protezione dell’identità personale. I principi principali riguardanti il trattamento dei dati personali sono il principio di liceità e la correttezza del trattamento dei dati e il principio della limitazione degli scopi, che significa che i dati vengono raccolti solo allo scopo specifico del rapporto contrattuale delle parti. Il consumatore ha il diritto a modificare, cancellare e rettificare i dati, che comunque non possono essere trattenuti per un periodo superiore alla durata del contratto.

ADEMPIMENTI

Vediamo infine i passi che il soggetto che vuole aprire un’attività di commercio elettronico deve svolgere affinchè sia tutto in regola.

Il fornitore deve aprire la partita Iva. Aprire la partita Iva è abbastanza semplice, bisogna compilare un modulo da richiedere all’Agenzia delle Entrate. Se ci sono più soci la partita IVA non è abbastanza e bisogna costituire una società di persone.

E’ necessaria l’iscrizione all’INPS. L’Agenzia delle Entrate manderà i dati direttamente all’INPS, per cui il fornitore personalmente non deve fare nulla. L’iscrizione all’INPS fa si che ogni tre mesi si dovranno pagare i contributi previdenziali.

Il fornitore deve acquistare un dominio web.

Mandare la dichiarazione di inizio delle attività commerciali al comune di residenza con un bollettino per pagare le spese di tesoreria.

Bisogna iscriversi alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura

E’ necessario aprire un conto corrente bancario specifico per la ditta e infine rivolgersi a un commercialista per tutti gli adempimenti fiscali.

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