AZIONI POSITIVE PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE – LEGGE 25.2.1992 N. 215


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AZIONI POSITIVE PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE – LEGGE 25.2.1992 N. 215

Natura: Legge Nazionale

Scadenza: 16 Marzo 2006

Settore: industria, agricoltura, artigianato, commercio, servizi e turismo.

DESCRIZIONE

La legge 215/92 promuove la creazione e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile attraverso la concessione di agevolazioni alle imprese gestite in prevalenza da donne, ovvero a conduzione o a prevalente partecipazione femminile.

SOGGETTI INTERESSATI

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese rispondenti ai requisiti di “prevalente partecipazione femminile” e di “dimensione di piccola impresa”.

Le imprese possono assumere la forma giuridica di ditte individuali, cooperative, societa’ di persone e societa’ di capitali purchè gestite prevalentemente da donne, pertanto:

-          imprese individuali in cui il titolare sia una donna;

-          societa’ cooperative e di persone essere costituite almeno al 60% da donne;

-          societa’ di capitali in cui le donne detengano almeno i due terzi delle quote di capitale e costituiscano almeno i due terzi del totale dei componenti dell’organo di amministrazione.

Inoltre si deve trattare di piccola impresa, sulla base dei criteri stabiliti dal decreto del Ministro delle attività produttive del 18 aprile 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 238 del 12 ottobre 2005..

Il requisito di prevalente partecipazione femminile deve sussistere al momento della presentazione della domanda ed essere mantenuto per cinque anni, pena la revoca dell’agevolazione.

Alla data di presentazione della domanda di agevolazioni, le imprese richiedenti devono essere già costituite ed iscritte al Registro delle imprese. Le imprese individuali che a tale data non risultino ancora iscritte al predetto registro devono almeno aver fatto richiesta di iscrizione allo stesso oltre ad essere in possesso del numero di partita I.V.A; l’iscrizione deve comunque avvenire ed essere comprovata entro la data di chiusura dei termini di presentazione delle domande di agevolazione

SETTORI

Sono ammessi alle agevolazioni programmi d’investimento presentati da imprese, anche artigiane, operanti nei settori dell’agricoltura, industria, commercio, servizi e turismo.

L’applicazione della legge n. 215/92, in quanto aiuto di Stato ed intervento eventualmente cofinanziato nell’ambito dei programmi regionali finalizzati all’utilizzo delle risorse comunitarie è subordinata, ai fini della piena rispondenza alle disposizioni comunitarie in vigore, a talune limitazioni riguardanti, in particolare, i settori agevolabili e le spese ammissibili. Relativamente ai settori agevolabili, occorre rilevare che taluni di essi, ed in particolare, con riferimento alla Classificazione delle Attività economiche ISTAT 2002, alcune divisioni, gruppi, classi o categorie sono soggetti a divieti e/o limitazioni, che sono specificati nell’Allegato n. 1. alla circolare n. 946342 (vedi allegati)

Per quanto riguarda i settori della produzione agricola primaria e della trasformazione e commercializzazione di prodotto agricoli, secondo quanto stabilito dagli orientamenti e regolamenti dell’Unione europea, la concessione degli aiuti di Stato è subordinata alla verifica dell’esistenza di normali sbocchi di mercato da parte di ciascuno Stato membro. Considerando che, per l’Italia, la competenza in materia è attribuita alle Regioni e Province Autonome, la predette verifiche e la conseguente fissazione di limiti e condizioni di ammissibilità è demandata a tali enti, che provvedono attraverso i propri Programmi Operativi Regionali (POR) ed i relativi Complementi di Programmazione (CdP), per quanto concerne le regioni del Mezzogiorno, e attraverso i Piani di Sviluppo Rurale (PSR), per quanto concerne le regioni del Centro – nord.

Inoltre, sempre per i settori della produzione agricola primaria e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, la concessione delle agevolazioni è subordinata anche al rispetto delle disposizioni di cui ai punti 15 e segg. della circolare 946342 (vedi allegati).

Le domande qualora ritenute ammissibili, sono inserite in distinte graduatorie regionali articolate nei seguenti tre macrosettori:

-          “agricoltura”;

-          “manifatturiero e assimilati”;

-          “commercio, turismo e servizi”.

Ai fini dell’individuazione dei settori economici si fa riferimento alla Classificazione delle attività economiche ISTAT 2002 e l’agregazione avviene nel seguente modo:.

-          nel macrosettore “agricoltura” sono inserite le domande riguardanti i programmi da realizzare nell’ambito delle attività di cui alle sezioni A e B della suddetta classificazione

-          nel macrosettore “manifatturiero e assimilati” sono inserite le domande riguardanti i programmi da realizzare nell’ambito delle attività di cui alle sezioni C, D, E ed F della suddetta classificazione;

-          nel macrosettore “commercio, turismo e servizi” sono inserite le domande riguardanti i programmi da realizzare nell’ambito delle attività di cui alle sezioni G, H, I, J, K, M, N ed O della suddetta classificazione.

AZIONI FINANZIABILI

Il programma di investimenti da agevolare deve prevedere un investimento complessivo ammissibile non inferiore a 60.000 euro e non superiore a 400.000 euro. Esso può riguardare le seguenti tipologie di iniziativa:

a)      avvio di attività imprenditoriali;

b)      acquisto di attività preesistenti mediante rilevamento dell’attività medesima o di un ramo aziendale ovvero mediante affitto per almeno cinque anni. Da tale tipo d’iniziativa, per il settore della produzione agricola primaria, sono escluse le spese connesse al rilevamento dell’attività e ammessi solo i nuovi investimenti;

c)      realizzazione di progetti aziendali innovativi connessi all’introduzione di qualificazione e di innovazione di prodotto tecnologica o organizzativa anche se finalizzata all’ampliamento e all’ammodernamento dell’attività;

d)     acquisizione di servizi reali destinati all’aumento della produttività, all’innovazione organizzativa, al trasferimento delle tecnologie, alla ricerca di nuovi mercati per il collocamento dei prodotti, all’acquisizione di nuove tecniche di produzione, di gestione e di commercializzazione, nonché per lo sviluppo di sistemi di qualità.

Ciascuna domanda puo’ riferirsi soltanto ad una tipologia indicata. Nell’ambito dei programmi a, b, e c possono essere previste spese per l’acquisizione di servizi reali.

Spese ammissibili

a)      impianti generali

b)      macchinari e attrezzature (inclusi arredi e mezzi mobili indispensabili all’attività produttiva);

c)      brevetti (nel limite del 12%, per il settore della produzione agricola primaria);

d)     software;

e)      opere murarie e relativi oneri di progettazione e direzione lavori, nel limite del 25% della spesa per impianti, macchinari e attrezzature; le spese di progettazione e direzione lavori non possono superare il 5% dell’importo per opere murarie;

f)       studi di fattibilità e piani d’impresa, comprensivi dell’analisi di mercato, studi per la valutazione dell’impatto ambientale, nel limite del 2% del costo dell’investimento complessivamente ammesso.

Le spese ammissibili sono soltanto quelle sostenute successivamente alla data di presentazione delle domande. Nel caso in cui si scelga il regime del de minimis, sono ammissibili anche le spese sostenute precedentemente purchè in data successiva alla scadenza del bando precedente, chiuso il 11/06/2004.

Le spese devono essere sostenute esclusivamente per l’acquisto di beni di nuova fabbricazione, sono esclusi i beni usati, ad eccezione di quelli rientranti nell’acquisto di attività preesistenti, gli investimenti realizzati mediante commesse interne o oggetto di autofatturazione, l’avviamento e le spese di gestione.

I mezzi apportati dall’impresa devono essere pari al 25% dell’investimento complessivo, salvo che si scelga la regola del de minimis. (Per apporti dell’impresa si intendono le fonti di copertura finanziaria dell’investimento esenti da qualunque elemento di aiuto pubblico e corrispondono alle voci  del piano di copertura :”Mezzi propri”, Altri finanziamenti a m/l termine” e “Altre disponibilità”.)

DISPOSIZIONI FINANZIARIE

Le risorse finanziarie disponibili sono complessivamente pari a 88.535.259,64 di euro.

Sono concessi contributi pari al 50% del contributo totale nella forma di contributo in conto capitale e pari al 50% del contributo totale nella forma di finanziamento a tasso agevolato nella misura dello 0,50% annuo. In quest’ultimo caso la durata del finanziamento non può superare 10 anni a decorrere dalla data del provvedimento di concessione delle agevolazioni.

Ai fini del calcolo del contributo totale si applicano le intensità massime di aiuto consentite dalla normativa comunitaria vigente, in relazione alla localizzazione ed espressi in Equivalente Sovvenzione Netto (ESN) o lordo (ESL).  Le suddette intensità massime di aiuto sono fissate con D.M. del 2 febbraio 2001 (vedi allegati). Per i soli Comuni del Molise ammessi alla deroga dell’articolo 87.3.c), il  DM 2/12/2005, ha modificato l’ ESN portandolo al 30%.

In alternativa le imprese possono chiedere che i contributi siano concessi secondo la regola del de minimis, che prevede l’importo max di 100.000 Euro complessivi di aiuti ottenibili in tre anni. Il regime “de minimis” non si applica ai settori del trasporto merci e al settore della produzione agricola primaria e della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli.

Le imprese che ne fanno richiesta possono, a fronte del programma d’investimento di cui si chiede il contributo, ottenere l’intervento dei fondi di garanzia di cui all’art. 15 della L. 266/97 e di cui alla L. 1068/64, gestiti rispettivamente da Mcc SpA e da Artigiancassa SpA.

PROCEDURE E SCADENZA

Le imprese devono presentare le domande a partire dal 16 dicembre 2005 al 16 marzo 2006 (giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana della circolare esplicativa n. 946342 del 5 dicembre 2005 ed entro il 90° giorno successivo – GIU del 15/12/2005) ed essere inviate:

- alla Regione o Provincia autonoma in cui è ubicata l’unità locale oggetto dell’investimento, o ad eventuali soggetti convenzionati, nel caso in cui la Regione o Provincia autonoma abbia provveduto all’integrazione delle risorse finanziarie statali

- al Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato – Direzione Generale per il Coordinamento incentivi alle imprese negli altri casi al Ministero delle attività produttive o ad eventuali soggetti convenzionati, negli altri casi. I questo caso occorre comunque inviare per conoscenza una semplice fotocopia della domanda e dei documenti allegati alla Regione o Provincia autonoma in cui è ubicata l’unità locale oggetto dell’investimento, che esprime il proprio motivato parere entro 30 giorni dal ricevimento della domanda.

(Per gli indirizzi vedi allegati)

Le Regioni che non hanno disposto l’integrazione delle risorse statali con propri fondi regionali sono Campania, Emilia Romagna, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Umbria, Veneto, Sicilia, e da parte della Provincia autonoma di Bolzano.  Le domande la cui unità locale ricade nei suddetti territori sono esaminate direttamente dal Ministero delle attività produttive,

La domanda deve essere formulata secondo gli schemi previsti dai modelli appositamente predisposti, che consistono in un Modulo di richiesta delle agevolazioni, da redigere nella forma di dichiarazione sostitutiva di atto notorio, contenente i principali dati ed informazioni sull’impresa proponente e sul programma di investimenti, e in una Scheda tecnica, riguardante la descrizione dettagliata dell’iniziativa proposta ed i relativi dati economico-finanziari.

Le agevolazioni sono concesse sulla base di graduatorie regionali ed articolate secondo i tre macro settori di riferimento: agricoltura ;manifatturiero e assimilati; commercio, turismo e servizi.

All’interno delle graduatorie, le domande ammissibili sono ordinate in senso decrescente sulla base di un punteggio derivante dall’applicazione dei criteri di priorità validi su tutto il territorio

nazionale, fissati con il suddetto decreto del Ministro delle attività produttive del 25 novembre 2005 (vedi allegati)

RIFERIMENTI NORMATIVI

Allegati

-          L. 215 del 25 febbraio 1992 (G.U. n.56 del 7/3/92.). L.140 del 11/5/99.

-          D.P.R. n. 314/2000 – Regolamento per gli interventi a favore dell’imprenditoria femminile (G.U. n. 256 del 2/11/2000).

-          Circolare esplicativa del 5 dicembre 2005,. n. 946342 in GUI n. 291 del 15-12-2005- Modalità, procedure e modulistica per la concessione ed erogazione delle agevolazioni a favore dell’imprenditoria femminile

-          D.M. 5 dicembre 2005 – Criteri di priorità, validi su tutto il territorio nazionale, i cui all’art. 10 del DPR 341/2000

-          D.M. 5 dicembre 2005 – Individuazione Criteri di priorità regionali e fissazione del riparto delle risorse finanziarie per regioni

-          Decreto Min Finanzia del 2 novembre 2004 in GURI n. n. 287 del 7-12-2004 – Criteri e modalita’ di concessione delle agevolazioni di competenza del Ministero delle attivita’ produttive, a valere sui fondi rotativi per le imprese, di cui all’articolo 72 della legge 27 dicembre 2002, n. 289

-          Raccolta della normativa relativa agli anni 1998-2000: D.M. 16/12/98. Circolare n. 932341 del 15/02/99. Circolare n. 952355 del 13/03/98. Circolare 2/02/2001 n. 1138443

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1 Commento a “AZIONI POSITIVE PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE – LEGGE 25.2.1992 N. 215”

NATALIA scrive:

salve,vorrei sapere dove posso trovare il modulo di richiesta agevolazioni imprenditoria femminile,visto che ho 25 anni,ed ho aperto da 2 anni un laboratorio creativo di capi artigianali!
grazie

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