Come creare un sito internet da zero – Creare un sito gratuito html


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- CREARE UN SITO INTERNET DA ZERO: PRIMA LA TEORIA! -

E’ opinione comune, diffusa e anche sbagliata, che l’unica cosa che serve per creare un sito internet da zero sia quella di conoscere bene l’html, magari frequentando un corso specifico di web designer. Niente di più sbagliato.

Nonostante sia una pratica molto moderna legata all’utilizzo di un mezzo d’avanguardia e in continua evoluzione, la creazione di un sito internet è strettamente legata a dei concetti teorici ben precisi.

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- USABILITA’ E SITI WEB -

Un sito internet gratuito, per essere veramente appetibile per il pubblico deve, innanzi tutto, essere usabile. Ricordatevi questo termine, perché si tratta di un concetto chiave di assoluta importanza.

Il concetto di “usabilità”, diventato tematica attualissima nei più disparati ambienti digitali di ultima generazione, in realtà trae le sue origini nell’ormai lontano 1986 quando Donald A. Norman e Stephen W. Draper definirono per la prima volta una serie di strategie volte a semplificare l’uso di qualsiasi tipo di sistema riconducendole sotto la nozione di “user-centered design”, ovvero “progettazione centrata sull’utente”.

I due autori auspicano che tutte le interfacce assumano connotazioni tali da poter diventare chiare ed intuitive per tutti di modo tale da non obbligare l’utente a dover consultare tediosi libretti di istruzioni al fine di usarle in maniera appropriata.

Per poter raggiungere questo scopo era indubbiamente necessario che la tecnologia si piegasse al fattore umano assecondandone le specifiche esigenze cognitive.

Già dagli anni ’80, dunque, era chiaro che un sistema intelligente avrebbe dovuto offrire un sistema capace di gestire da solo ogni tipologia di interazione tra l’uomo e  la macchina.

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- SITI INTERNET: L’EVOLUZIONE DELL’HCI -

Che cos’è, dunque, un sito? La risposta è piuttosto semplice: si tratta di uno spazio web costruito con dei linguaggi macchina (tra i più famosi, l’HTML) ovvero, più specificatamente, un servizio, prima ancora di una piattaforma.

Se un sito è un servizio e funziona solo attraverso l’elaborazione di un dispositivo, quale computer, notebook, netobook o smartphone, allora non vi è poi molta differenza tra questo e una macchinario come potrebbe essere, ad esempio, la vostra lavastoviglie.

La disciplina dell’HCI (acronimo che sta per Human-Computer Interaction, ovvero “interazione uomo-computer”) reinterpreta il concetto di “usabilità” in chiave digitale adattandolo, dunque, ad ambienti computerizzati.

In questa specifica cornice teorica le definizioni fornite di “usabilità” sono state numerose e di vario genere (anche a testimonianza di come questo fenomeno abbia assunto caratteristiche sempre più complesse).

A noi, invece, basta sapere una cosa: per creare un sito internet da zero è strettamente necessario che il produttore di contenuti realizzi che ciò che sta creando è qualcosa di dinamico e di interattivo.

Un sito gratuito di eccellenza deve saper rispondere a specifiche esigenze e deve, sopratutto, poter garantire una navigazione rapida, veloce e intuitiva al fruitore che dovrà poter capire il funzionamento nell’arco di pochi secondi scaduti i quali, molto probabilmente, vi si allontanerà.

Insomma: voi non state offrendo solo la macchina (i contenuti) ai vostri visitatori, ma anche il libretto (l’usabilità).

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- IL SITO WEB USABILE: I PIU’ GRANDI TEORICI DELLA RETE -

Nielsen parla di ”usabilità” in termini di attributi qualitativi che permettono di stimare la facilità d’uso di una determinata interfaccia.

Egli puntualizza, altresì,  che una piattaforma, per essere usabile, deve poter funzionare senza richiedere al fruitore ulteriori risorse mentali in quanto i tempi di apprendimento negli ambienti digitali sono estremamente rapidi e caratterizzati da una gratificazione quasi immediata qualsiasi sia il livello cognitivo del navigatore.

Brian Shackel, riprendendo le premesse proposte da Norman e Draper, sostiene che l’usabilità non è altro che la proprietà accessoria di un prodotto di rendere quest’ultimo facilmente ed efficacemente utilizzabile da chiunque.

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- IL SITO INTERNET DEL FUTURO 2.0 -

Capito questo, il futuro creatore del sito deve essere ben consapevole dell‘evoluzione storica della Rete che è passata, nel giro di una manciata di anni, da una generazione all’altra portando con sé numerosi cambiamenti.

Per ragioni di spazio non possiamo dilungarci sulla differenza tra generazione 1.0 e 2.0, ma possiamo aiutarvi a capire quali sono le risorse più grandi alle quali potete accedere per creare un ottimo sito gratuito.

Gli spazi web di seconda generazione, infatti, sono riusciti a trasformarsi in veri e propri generatori di servizi dinamici ed intuitivi grazie ad un procedimento molto simile a quello già descritto da Norman e Draper.

Il codice deputato alla struttura portante di ogni sito 2.0, ovvero l’AJAX, funge da mediatore linguistico, interpretando e codificando tutti i dati inviati e ricevuti nel corso dell’interazione.

In altre parole, questo potente linguaggio è una vera e propria interfaccia che traduce per noi le informazioni contenute in una pagina, riportando in codice macchina i nostri input, ossia tutto ciò che viene inserito dall’uomo su una piattaforma, sia esso un commento, un video o un brano mp3.

Inutile dire, dunque, che, anche rimanendo nel “tecnico”, un buon web designer non può più definirsi tale se prima non è capace di usare il linguaggio AJAX, tenendo conto che esso incorpora il vecchio linguaggio HTML!

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- DA FRUITORE A PRODUTTORE DI SITI WEB -

L’esigenza di costruire un sito che sia prima di tutto capace di eliminare difficoltà e idiosincrasie nell’interazione era, nella generazione 1.0, prevalentemente a pannaggio di una stretta ed elitaria cerchia di utenti, produttori di conoscenza, costruttori di ambienti digitali e professionisti del settore.

Agli albori di internet, infatti, il divario che c’era tra un navigatore ed un web designer, era contrassegnato da una comunicazione ancora di tipo verticale: i portali e le piattaforme più rinomate e conosciute facevano capo a delle aziende, mentre i visitatori erano semplici fruitori passivi dell’informazione.

Dall’utente medio, ancora Immigrato in ambienti scarsamente usabili, non ci si aspettava né che producesse una qualsiforma di UGC, né tantomeno che organizzasse un sito secondo le complesse dinamiche dell’usability engineering.

Dunque, che cosa è cambiato da allora?

In un certo senso si potrebbe dire che è lo stesso internet ad aver assunto connotazioni più democratiche e di massa.

La vera rivoluzione del web 2.0 sta proprio nell’aver facilitato l’uso degli strumenti digitali fino al punto in cui i ruoli di mittente e destinatario nel processi comunicativi digitali si sono andati via via intersecando gli uni sugli altri.

Il vero Parlante, dunque, non si accontenta di cacciare nella giungla della rete al fine di nutrirsi di dati ed informazioni di ogni sorta, ma pretende di partecipare, se pur a volte in maniera del tutto inconsapevole, in modo attivo e costruttivo al flusso comunicativo digitale producendo UGC.

Dato questo presupposto appare chiaro che l’utente del Web 2.0, assunto ad un duplice ruolo sia di produttore che di fruitore di contenuti, non può più esimersi dallo sviluppare sufficienti abilità cognitive in entrambi i livelli di studio sulla qualità dell’interazione tra navigatore e l’internet di seconda generazione.

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- I PRIMI PASSI SONO ANCHE GLI ULTIMI -

Una volta acquisita una certa consapevolezza del background teorico, il primo passo per creare un sito internet da zero è… diventare un utente responsabile, ma sopratutto consapevole.

Un conto, infatti, è navigare in un sito solo per leggerne i contenuti… un altro è quello di studiarlo. Di vedere come è stato costruito, che scelte grafiche sono state intraprese, che informazioni sono state inserite, che organizzazione è stata data ai contenuti.

Non concentratevi solo sulla sorgente HTML. Andate ben oltre e guardate se la piattaforma che volete imitare presenta una comunità, ma sopratutto, che servizi offre.

Fatto questo, partite da una base consolidata e cercate di essere originali. Perché un visitatore dovrebbe restare sulla vostra pagina e non su quella di chi c’era già prima di voi?

Se sarete in grado di rispondere a questa domanda allora, e solo allora, potrete iniziare a costruire veramente il vostro sito.

Se state iniziando da zero potete anche affidarvi a dei template preimpostati, a condizione che li “contestualizziate”. Molto meglio avere un sito usabile e “standard” piuttosto che uno particolarmente estroso e “personalizzato”!

Quanto al fattore “gratuità”, ormai sono innumerevoli le piattaforme che offrono spazio o database SQL senza spendere un centesimo.

Ricordatevi, altresì, che potete creare un sito internet anche usando piattaforme blog. A tal proposito vi invitiamo a provare WordPress e i suoi funzionali widget che vi aiuteranno, in modo molto gratuito, a creare i vostri servizi.

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