Produzione pet food – Tutto su come si produce il cibo per animali domestici


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A differenza di quanto alcuni potrebbero pensare, non esiste, in realtà, una grande differenza tra la catena produttiva di alimenti per esseri umani e quella per animali domestici. Ci sono, infatti, alcuni processi che sono praticamente gli stessi tra i quali annoveriamo: la cottura dei cibi, l’inscatolamento, l’estrusione di elementi estranei sopratutto utilizzata nel confezionamento dei cereali per la coloazione.

Inoltre, per ciò che concerne la cottura, ci sono dei metodi quali quelli del “sous-vide”, che consentono di cuocere lentamente gli alimenti senza detrarne le necessarie proprietà nutritive. Questa speciale tecnica viene usata in particolar modo nella produzione di paté e non solo quelli che mangiamo noi, ma anche quelli che si pappano allegramente i nostri animali domestici!

In linea di massima, per ciò che riguarda le crocchettine è stato dimostrato che questo alimento costituisce l’apporto calorico più alto e più ampio nell’alimentazione degli animali domestici in America. Inoltre è stato rilevato che negli Stati Uniti il 60% della spesa nei pet shop riguarda mangimi secchi. Anche qui in Italia la situazione è più o meno la stessa e questo più che altro per ragioni culturali.

Le crocchette, infatti, vengono largamente consigliate dalla maggior parte dei veterinari in quanto contenenti tutte quelle proprietà nutritive delle quali il nostro cane o il nostro gatto hanno bisogno.

Dal momento che la richiesta di cibo secco è molto più alta rispetto all’umido, le maggiori aziende, nel produrlo, tengono conto di proporre all’utenza un grandissimo numero di formati: si parte, infatti, da sacchetti piccoli di 300-400 grammi fino ad arrivare a veri e propri mega sacchi convenienza, particolarmente utili per gli allevatori, di 10-20 chili, disponibili, però, solo presso i pet shop più riforniti.

Sempre in linea del tutto generica, i prodotti secchi, prima di arrivare nella ciotola del nostro amico a quattro zampe, subiscono almeno due macroprocessi:

- L’estrusione (o espansione), della quale abbiamo già parlato poc’anzi
- L’essiccazione

Accanto ai cibi secchi si vanno ad affiancare anche quelli umidi. Inizialmente venivano tutti proposti in scatolette che erano poi anche le più semplici in assoluto da confezionare.

Con le numerose innovazioni nei processi manifatturieri, le aziende hanno potuto offrire ai clienti nuove forme di “inscatolamento”: in questo momento ricordiamo le famose bustine da 100 grammi di cibo umido solitamente contenenti bocconcini piuttosto che cibo sminuzzato o “solidificato” e accompagnate da un’ottimo sugo. Inutile dire che questo genere di confezionamento viene proposto anche per i nostri prodotti, ad esempio per contenere del formaggio gra grattugiato o della mozzarella.

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- PRODUZIONE DI CIBO SECCO -

Pur essendoci, in realtà, numerosi metodi per produrre del cibo secco per animali domestici, quello che viene piàù comunemente usato dai produttori è quello dell’estrusione.

Questo processo venne adattato per creare pet food negli anni 50 e si basava proprio sulla stessa tecnologia usata per fare i cereali per la colazione. Vediamo insieme, passo dopo passo, tutti i vari passaggi del processo di produzione.

1. Gli ingredienti vengono inseriti tutti quanti in un mixer. Gli ingredienti secchi possono avere una certa consistenza prima che vengano inseriti gli elementi “umidi”. Non appena mischiati, formano una sorta di impasto inumidito.

2. L’impasto viene riscaldato in un’apposita macchina prima di introdurvici dentro quello che viene chiamato, nella produzione, “l’estrusore”.

3. L’estrusore è, in sostanza, un gigantesco tritacarne. Esso è dove ha luogo la prima fase di cottura di tutti i prodotti di pet food che utilizzano questo metodo.

L’impasto viene cotto e sottoposto ad un caldo molto intenso e un’altrettanta intensa pressione mano mano che si avvicina all’estrusore.

L’impasto caldo passa, poi, attraverso una serie di lame che funzionano più o meno come i nostri normali tritacarne. Lì l’impasto viene sminuzzato in tanti piccoli pezzi i quali iniziando ad espandersi velocemente in quelle che poi saranno le crocchette, una volta sottoposti ad una pressione atmosferica “normale”.

4. A questo punto il mangime secco viene essiccato in un forno fino a che il contenuto non assume la stessa consistenza di uno cracker o di un biscotto. Dopo aver infornato, si fanno uscire le crocchette e le si fanno raffreddare.

5. Dopo aver fatto raffreddare il tutto le crocchette possono passare attraverso un’altra macchina il cui compito è spruzzare, letteralmente, sopra delle essenze appetizzanti. Questo metodo viene largamente utilizzato, ad esempio, dalla ditta Royal Canin. Ricordiamo, tuttavia, che questo passaggio è assolutamente opzionale.

6. L’ultima fase è naturalmente quella del confezionamento (sia in scatolette che in bustine che in box di cartone come nel caso di Grau). La confezione viene riempita in modo che il peso della stessa raggiunga quello pubblicizzato dal prodotto stesso. Questo porta al risultato finale.

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- CIBO UMIDO -

Nel caso del cibo umido per gli animali domestici si seguono, più o meno, questi passaggi:

1- Gli ingredienti vengono inseriti tutti in un mixer.

2- Le confezioni, siano esse scatolette o sacchettini di plastica vengono prima accuratamente pulite e poi riempite in modo tale che il peso sia lo stesso pubblicizzato sulla confezione.

3- Se usati, vengono poi applicati i coperchi e tutto quanto viene opportunamente sigillato.

4- I prodotti sigillati vengono, poi, cotti ad una specifica temperatura per un lasso di tempo ben definito. Questo procedimento è davvero molto importante perché permette di distruggere tutti quegli agenti patogeni, quali virus, muffa o batteri che finirebbero inevitabilmente con il riprodursi fino a provocare malattie anche gravi al nostro animale domestico!

5- Una volta che le confezioni sono state raffreddate vengono applicate sopra le etichette. Questo è il prodotto finale.

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- CONCLUSIONI -

Come possiamo vedere il procedimento per fare il cibo umido è lievemente più semplice ed immediato rispetto a quello secco. Va aggiunto, però, che sia nel caso del cibo umido che in quello secco, tutte le aziende produttrici devono seguire scrupolosamente delle normative imposte dagli organi governativi (decisi dalle singole nazioni).

Quello che distingue un cibo di buona qualità da uno di scarsa non è, dunque, il modo con cui viene preparato alla catena di montaggio, ma il contenuto. In alcuni casi, infatti, le aziende produttrici aggiungono molti elementi appetizzanti per coprire carne o pesce non molto buoni. In altri casi le aziende aggiungono prodotti del grano che per i nostri animali domestici sono del tutto inutili e servono solo a far gonfiare loro la pancia senza dare il giusto apporto di nutrienti.

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