Calcolo interessi legali – Come calcolare interessi legale -Formula e siti-


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Calcolo interessi legali – Come calcolare interessi legale -Formula e siti-

Siti per il calcolo degli interessi legali

- http://www.avvocati.it

- http://www.overlex.com

- http://www.calcolo-interessi.it/

- http://www.avvocatoandreani.it

- http://www.calcolaonline.com

- http://www.iaconet.com/calinteressi.htm

- http://www.ecodelrisparmio.it

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Per il calcolo degli interessi (capitalizzazione semplice) è necessario sviluppare la seguente formula:

- Interessi= (Capitale X Tempo x Tasso%)

Il risultato sarà la quota di interessi un un tempo T

Se il tempo è espresso in giorni la formula è:

- Interessi= (Capitale X giorni X Tasso%) / giornianno

Il risultato ottenuto saranno gli interessi maturati dopo n giorni.

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Introduzione
Quando trattiamo in generale l’argomento riguardante riguardante il calcolo degli interessi legali, ci riferiamo ad un tipo di pratica, fondamentale specialmente quando ci troviamo in ambiente commerciale o altrimenti in quello giudiziario.

Questa è un’operazione molto complessa, che per essere svolta al meglio richiede un’elevata dose di pazienza e ed oculatezza, elementi fondamentali per tutti gli operatori di questo settore.

E’ proprio per questo motivo che sono stati creati dei software all’interno del quale viene implementato un calcolatore, che si occupa proprio della funzione citata sopra, dunque aiutano e in alcuni casi sostituiscono direttamente gli operatori nel calcolo di questi interessi.

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Cosa sono gli interessi

Bisogna chiarire prima di introdurci nei termini fondamentali degli interessi legali, cosa sono in maniera molto esemplificata cosa sono i tanto citati interessi.

Gli interessi rappresentano un fattore produttivo, un componente che come tale produce ricchezza, da una determinata quantità di denaro, e per questo vengono anche definiti come fattore produttivo.

Dunque se prendiamo ad esempio un’ istituto di credito o una data banca, la quale decide di erogare una data quantità di denaro, ad un soggetto richiedente, ovviamente la banca punterà ad ottenere un profitto da questo tipo di operazione, quindi nel momento in cui il richiedente dovrà restituire al soggetto erogatore, la somma di denaro ricevuta in prestito, il richiedente sarà obbligato a restituire una quantità di denaro pari alla quantità ricevuta a prestito in aggiunta ad una somma di denaro che costituiscono appunto gli interessi, che dunque rappresenteranno il guadagno percepito dal soggetto erogatore del prestito.

Quello che viene definito come tasso d’interesse sta ad indicare la quantità di interesse che il soggetto richiedente dovrà versare al momento della restituzione della somma di denaro, e viene espressa in misura percentuale, rispetto alla somma di denaro ricevuta in prestito.

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Un esempio pratico

Per rendervi il concetto più semplice e diretto nei suoi termini vi mostriamo un’ esempio che vi aiuterà a capire meglio di cosa stiamo parlando.

Se prendiamo ad esempio un tasso d’interesse pari al 5%, rispetto ad un capitale ricevuto in prestito pari a € 10.000,00, la somma totale di interessi che dovremo pagare nei confronti del soggetto erogatore sarà pari al 5% di 10.000,00, che corrisponde precisamente a 500,00 euro che si ottiene semplicemente calcolando 10.000/100*5, o più velocemente moltiplicando 10.000 per 0,05.

Dunque se sono le parti in contrattazione ad accordarsi sull’ammontare del tasso di interesse allora il tasso si definisce convenzionale.

Se in alternativa le due parti hanno deciso di non pattuire per un tasso, allora dovranno essere applicati i cosiddetti tassi legali , i quali vengono stabiliti per legge e sono soggetti a mutazione anno per anno.

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Quando maturano gli interessi

Il tasso di interesse può riferirsi per semplicità ad un intervallo definito di tempo che solitamente corrisponde ad un anno solare, ciò non toglie che possono essere le parti stesse ad accordarsi fra loro, e stabilire di comune accordo quale frequenza utilizzare, ad esempio bimestrale, trimestrale, semestrale eccetera.

La procedura di calcolo degli interessi subisce un’ aumento drastico del coefficiente di difficoltà quando trattiamo di interessi composti (anatocismo), legislativamente permesse esclusivamente permessa in alcuni casi, in quanto in questo caso particolare il tasso andrà applicato non solamente alla somma di denaro iniziale, ma bensì anche agli interessi maturati nel tempo.

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Esempio pratico

Per esempio consideriamo ad esempio un tasso di interesse annuo corrispondente al valore annuo del 5 %, rispetto ad una somma di capitale corrispondente a 10.000,00 euro.

Il valore di interessi che saranno maturati dopo i primi dodici mesi sarà pari a 500,00 euro.

Ma l’anno successivo il calcolo dei nostri interessi equivalenti al 5% non dovranno più essere calcolati sul valore iniziale di 10.000,00 euro ma bensì sulla somma tra il capitale iniziale corrispondente a 10.000,00 a cui andranno aggiunti il valore degli interessi corrispondenti al primo anno di interessi ovvero 10.500,00 e quindi in questo nuovo caso gli interessi saranno pari a 525,00 euro.

Per il calcolo di questi tipi di interessi sono stati creati appositamente delle formule finanziarie
disponibili anche in software come il comunissimo Excel.

Naturalmente per poter calcolare il tasso di interesse legali, bisognerà essere a conoscenza del tasso legale vigente, il quale è soggetto a variazioni nel tempo, dunque avremo bisogno di un calcolatore automatico che ci renda il compito più semplice e sbrigativo in termini di tempo, bisogna inoltre menzionare che il giorno di scadenza per un tasso di interesse se siamo in un giorno festivo equivale al giorno non festivo successivo, dunque va calcolato rispetto al giorno seguente alla scadenza del termine di pagamento.

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Serie storica del saggio degli interessi legali

Tasso legale APPLICATO

5%
DAL 19/04/42
AL 15/12/1990

10%
DAL 16/12/1990
AL 31/12/96

5%
DAL 1/1/1997
AL 31/12/98

2,5%
DAL 1/1/1999
AL 31/12/2000

3,5%
DAL 1/1/2001
AL 31/12/2001

3,0%
DAL 1/1/2002
AL 31/12/2003

2,5%
DAL 1/1/2004
AL 31/12/2007

3,0%
DAL 1/1/2008
AL 31/12/2009

1,0%
DAL 1/1/2010
A ad oggi

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Approfondiamo il concetto di Anatocismo

Quando parliamo di anatocismo intendiamo una forma di capitalizzazione degli interessi che vengono prodotti su un determinato capitale di denaro, in modo tale che questi a loro volta siano produttivi di ulteriori interessi.

In questo termine di calcolo di interessi avremo un’ aumento esponenziale della quota di debito
Dunque in termini legislativi questo tipo di interesse produrrebbe per il debitore, l’obbligo non solo di pagare la quota di denaro ricevuto con i rispettivi interesse, bensì a questa quota si aggiungerebbero anche altri interessi calcolati sugli interessi già passati.

In situazioni non permessi dalla legislazione l’anatocismo rappresenta un tipo di illecito definito amministrativo, anche se privo di conseguenze del tipo penale.

Questo rappresenta una modalità differente di avere accesso ad un tipo di remunerazione al di fuori del mercato e dall’ambito del prestito, attraverso l’applicazione di interessi di livello eccelso, rispetto a quelli calcolati rispetto al capitale iniziale.

L’anatocismo è vietato dal codice civile, mentre non riceve menzione in quello penale, per cui chi pratica anatocismo non è punibile col carcere.

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