Finanziamenti europei a fondo perduto per l’imprenditoria femminile 2011


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Guida ai finanziamenti europei a fondo perduto per l’imprenditoria femminile 2011


  • 1 – Cosa sono
  • 2 – Tipologie
  • 3 – Chi può richiederli
  • 4 – Chi non può richiederli
  • 5 – Come richiederli
  • 6 – Revoca contributi
  • 7 – Altri finanziamenti europei
  • 8 – Contributi  europei imprenditoria femminile Regione Abruzzo
  • 9 – Caratteristiche del finanziamento
  • 10 – Obiettivi del finanziamento
  • 11 – Beneficiari
  • 12 – Chi non è ammesso
  • 13 – Spese ammissibili
  • 14 – Spese non ammissibili
  • 15 – Come ottenere il finanziamento
  • 16 – Erogazione del contributo
  • 17 – Controlli e verifica

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1 – Cosa sono
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I finanziamenti europei sono delle somme che gli enti pubblici  attingono dai fondi europei, ovvero stanziamenti finanziari, cioè somme di denaro provenienti dall’Unione Europea. La costituzione di questi fondi fa capo alla Commissione Europea che ne concede la gestione agli organismi pubblici degli Stati membri.

I fondi europei possono supportare diversi obiettivi, come la creazione di impresa, il miglioramento delle condizioni di vita e dei livelli di istruzione all’interno dei Paesi Membri. Per questi motivi sono oggetto di programmazione triennale ed assumono diversi nomi in base all’obiettivo che intendono raggiungere. Troviamo i fondi POR,  FSE,  FESR, ovvero i Piani operativi regionali, il Fondo Sociale Europeo, il Fondo europeo di sviluppo rurale.

Questi fondi hanno una programmazione pluriennale, in genere di 7 anni, compreso il primo, come i POR- FSE 2007 -2013. La gestione dei fondi prevede anche degli assi e degli obiettivi. Assi e obiettivi intendono l’importo da utilizzare in base a specifici utilizzi ed ai territori che dovranno beneficiarne.

Avremo i fondi europei asse 1, obiettivo 1 e così via. All’interno delle iniziative finanziate con il denaro europeo troviamo anche il sostegno alla creazione di nuove imprese. Ecco che all’interno di questo obiettivo, troveremo una sottoclasse, ovvero la creazione di imprese agricole, industriali o di imprese create da donne.

I finanziamenti dei fondi europei a sostegno dell’imprenditoria femminile possono prevedere anche dei contributi a fondo perduto, cioè somme che una volta erogare serviranno a creare l’impresa, ma non dovranno mai essere restituite.

Ministero dello Sviluppo Economico
Via Molise 2
00187 Roma
Centralino (+39) 06.4705.1

URP – Ufficio per le Relazioni con il Pubblico
Tel. (+39) 06.4705.2638
Tel. (+39) 06.4705.2425
Tel. (+39) 06.4705.2192
urp@sviluppoeconomico.gov.it

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2 – Tipologie
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I finanziamenti europei a fondo perduto per l’imprenditoria femminile non sempre sono erogati specificamente per le donne che intendono fare impresa. Possono anche essere compresi all’interno di progetti di finanziamento più ampi che offrono, anche con contributi a fondo perduto,  somme a sostegno della creazione di impresa da parte di qualsiasi aspirante imprenditore. E’ il caso dei POR-FSE 2007 -2013, piani operativi regionali, in cui le Regioni individuano, all’interno degli obiettivi fissati dall’Unione Europea, dei progetti da finanziare.

Con questi fondi si finanzia la creazione di nuove imprese, il supporto alla fase di star up delle stesse, la stesura del business plan e si erogano contributi a fondo perduto. Informazioni su questi fondi possono essere reperite attraverso le Camere di Commercio della propria regione di residenza o presso gli sportelli “Nuovolavoro” creati e gestiti da Associazioni di categoria. Se nella vostra regione non dovessero essere presenti questi sportelli, si possono contattare le sedi territoriali delle Associazioni stesse. I contributi a fondo perduto per le nuove imprese, anche gestite da donne, possono essere di due tipi: in conto esercizio ed in conto capitale. I primi servono a finanziare, con una cifra forfettaria, le spese relative allo svolgimento dell’attività, mentre quelli in conto capitale supportano e coprono le spese di costituzione.

Nel primo caso si prevede l’erogazione a fondo perduto di un contributo forfettario di 3 mila euro a testa per il titolare e per i soci dell’impresa neo costituita, fino a un massimo di 5 soci. Per beneficiare di questo contributo è necessario presentare l’attestazione di disoccupazione  o l’iscrizione alle liste di mobilità presso i Centri per l’Impiego o l’attestazione di fallimento o di cessazione  della precedente impresa di provenienza o la certificazione di essere in cassa integrazione. Queste attestazioni possono essere prodotte dal titolare e dai soci della nuova impresa tramite dichiarazione sostituiva dell’atto di notorietà. La seconda tipologia di contributo, in conto capitale, servirà a coprire le spese di avvio dell’impresa. Si tratta di un contributo, sempre di 3 mila euro, per sostenere gli oneri di costituzione dell’azienda, come la parcella notarile, le spese di iscrizione alla Camera di Commercio, le spese per l’allacciamento delle utenze. Sia il contributo in conto capitale, che quello in conto esercizio saranno erogati sono al lordo delle imposte.

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3 – Chi può richiederli
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Possono richiedere questi contributi le imprese rientranti nelle categorie previste dal Regolamento CE 1998/2006. Vengono erogati per tre anni consecutivi e rientrano nel campo degli aiuti de minimis, cioè che non hanno l’obbligo di essere notificati dallo Stato membro alla Commissione europea. Rientrano nel campo di applicazione tutti i settori di impresa comprese quelle dei trasporti per determinate condizioni e la commercializzazione e trasformazione di prodotti agricoli.

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4 – Chi non può richiederli
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Non possono fruire di questi contributi, i settori di impresa esclusi dal campo di applicazione del regolamento europeo citato al precedente paragrafo, ovvero pesca ed acquacoltura, produzione primaria di prodotti agricoli, chi beneficia di aiuti all’esportazione, per i prodotti nazionali, per il settore carboniero, per le imprese in difficoltà, per il trasporto. Gli Stati membri possono erogare gli aiuti “de minimis” per importi non superiori a 200 mila euro.

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5 – Come richiederli
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Per ottenere  questa particolare tipologia di contributi bisogna aver beneficiato dei servizi di assistenza degli sportelli provinciali per la stesura del business plan e per la consulenza nella fase di start up. Ne è un esempio lo sportello Nuovolavoro della Provincia di Novara.  Gli aspiranti imprenditori o imprenditrici che non hanno ancora avviato l’impresa possono rivolgersi direttamente allo sportello Nuovolavoro per essere inseriti in un programma di tutoraggio che con l’ausilio di un esperto li guiderà alla stesura del progetto di impresa ed alla sua creazione. Il dialogo tra il tutor e l’aspirante imprenditore può avvenire anche tramite l’ausilio di una piattaforma web.

Con questo sistema la creazione di impresa si trasforma in un interessante percorso di formazione. Chi ha già avviato un’impresa non potrà essere ammesso al tutoraggio. L’iniziativa si rivolge, infatti, ad aspiranti imprenditori residenti in Piemonte che avviano per la prima volta un’impresa nella provincia di Novara. Sono ammesse anche le società, nel qual caso il contributo andrà ripartito tra i soci che dovranno presentare le attestazioni indicate nei precedenti paragrafi.

Le società devono però rientrare nell’ambito della trasmissione di impresa nel settore dell’artigianato, dei mestieri artistici, tradizionali e dell’abbigliamento sartoriale.  L’obiettivo del progetto è, infatti, quello di finanziare il ricambio generazionale. La domanda, corredata da tutte le certificazioni richieste va presentata allo Sportello Nuovolavoro.

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6 – Revoca contributi
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I contributi possono essere revocati, con obbligo alla restituzione, in caso di cessione dell’attività ad un’altra impresa o di cessazione e liquidazione dell’attività stessa. L’obbligo di restituzione scatta se l’evento si verifica entro 36 mesi dalla data di costituzione dell’impresa, in caso di società,  o della data di iscrizione al Registro delle Imprese, in caso di ditta individuale.

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7 – Altri finanziamenti europei
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Nella penuria di mezzi finanziari per avviare un’impresa, per le donne diventa sempre più difficile scommettersi nell’avvio di una propria attività senza apportare mezzi propri.

Quando le risorse personali scarseggiano, però, bisogna essere molto brave ad afferrare le opportunità di finanziamento e contributi più recenti bandite dagli enti pubblici, che come visto nei precedenti paragrafi aiutano l’imprenditoria femminile utilizzando prevalentemente i fondi europei. Un’iniziativa recente in tal senso, è quella della Regione Abruzzo, colpita due anni fa dal disastroso terremoto di cui ormai tutti sappiamo e che ha deciso di rimettersi in piedi rilanciando  la voglia di fare impresa tra i suoi cittadini, specie giovani e donne in cerca di occupazione, con un bando di finanziamenti e contributi, di cui una sostanziosa  parte, a fondo perduto.

Il bando scadrà il prossimo 10 maggio 2011 e prevede un finanziamento complessivo di 12,5 milioni di euro per due differenti percorsi di creazione di impresa: disoccupati, inoccupati, cassaintegrati e donne. Per rimanere specifico di questa guida ci occuperemo della parte del finanziamento relativa all’imprenditoria femminile.

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8 – Contributi  europei imprenditoria femminile Regione Abruzzo
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Il finanziamento messo a disposizione della Regione Abruzzo per l’imprenditoria femminile è pari a 3,5 milioni di euro. Generalmente, bandi di questo tipo usano i Fondi europei  PO-FSE, cioè i piani operativi del Fondo Sociale Europeo periodo 2007-2013.

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9 – Caratteristiche del finanziamento
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Il contributo della Regione Abruzzo, denominato “autoimprenditorialità femminile innovativa” prevede di finanziare  a fondo perduto il 50% delle spese di investimento  delle imprese fondate dalle donne. Le spese finanziabili devono essere relative ad imprese che si caratterizzano per l’innovazione, sia organizzativa che produttiva.

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10 – Obiettivi del finanziamento
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Questo finanziamento mira a ridurre le disparità di genere attraverso l’ingresso delle donne nel mondo delle imprese, imprese che dovranno essere costituite dalle rappresentanti del gentil sesso.

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11 – Beneficiari
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Potranno essere ammesse al finanziamento le imprese femminili costituite in forma di ditte individuali e di società,  purchè i 2/3 dei soci siano composti da donne che abbiano apportato almeno i 2/3 del capitale sociale e rappresentino la compagine sociale nella stessa misura. I requisiti richiesti devono essere posseduti al momento della costituzione dell’impresa e permanere per almeno 5 anni, pena la revoca del contributo.

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12 – Chi non è ammesso
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Non sono ammesse al contributo le imprese che nel quinquennio precedente hanno già fruito di agevolazioni pubbliche; che partecipano ad altre forme di finanziamento previste dallo stesso bando  e che hanno già percepito in genere benefici pubblici per la costituzione di impresa.

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13 – Spese ammissibili
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Sono ammissibili le spese di investimento di nuove piccole e medie imprese che si caratterizzano per l’innovazione dei prodotti e dei processi produttivi ed organizzativi. Nello specifico sono ammesse le spese di costituzione, fino a un massimo di 1500 euro;  spese di progettazione e studi di fattibilità dell’impresa fino a un massimo del 2%;  allacciamenti di impianti necessari all’impresa innovativa, attrezzature e macchinari;  costi per licenza di software e brevetti specifici per l’azienda, ad esclusione di quelli open source;  spese per ristrutturazione ed adeguamento dei locali da destinare all’attività di impresa, esclusi gli oneri di progettazione e direzione dei lavori, fino a un massimo del 20% dei costi sostenuti.

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14 – Spese non ammissibili
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Non sono ammesse le spese per acquisto di beni sostenuti da società che controllano la nuova impresa o fatturati da società in cui sono presenti soci o parenti dell’impresa beneficiaria.

In sede di rendicontazione, il legale rappresentante dell’impresa dovrà presentare apposita dichiarazione sostitutiva ai sensi del Dpr 445/2000.

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15 – Come ottenere il finanziamento
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Il finanziamento europeo della Regione Abruzzo si ottiene presentando apposita istanza a partire dal 30 aprile ed entro il 10 maggio 2011. L’istanza dovrà essere presentata su appositi moduli allegati al bando scaricabili allo specifico link della Regione Abruzzo,  allegando tra l’altro, l’atto costitutivo, il libro dei soci, certificato di iscrizione al Registro delle Imprese, curriculum del soci,  almeno due preventivi di acquisto rilasciati dai rivenditori autorizzati o produttori concorrenti dello stesso settore.

I benefici saranno assegnati sulla base di una graduatoria di merito; in caso di ex-equo si procederà con un sorteggio. I nominativi saranno pubblicati sul Bollettino Ufficiale Regionale dell’Abruzzo ed entro 30 giorni da tale pubblicazione le imprese ammesse dovranno comunicare la disponibilità di attuare gli interventi finanziati, in caso di mancata comunicazione, il beneficio si considererà decaduto. L’istanza deve pervenire secondo le modalità indicate nel bando ed utilizzando la specifica dicitura richiesta, in caso contrario la domanda non potrà essere ammessa.

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16 – Erogazione del contributo
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Il contributo viene erogato nel seguente modo: il 50% in anticipo ed a fondo perduto, il saldo a fronte di presentazione di fatture giustificative della spesa debitamente quietanzate e di documenti relativi all’esistenza dell’impresa come il certificato storico di iscrizione alla Camera di Commercio, il certificato di attribuzione della partita Iva e copia originale dell’eventuale contratto di leasing stipulato per le forniture di beni.

Il beneficio sarà accreditato sul conto corrente dell’azienda che avrà 30 giorni di tempo per comunicare agli uffici preposti l’avvio del progetto imprenditoriale che dovrà essere completato entro 18 mesi dall’ammissione al beneficio, pena la revoca dello stesso. Entro 30 giorni dalla data di realizzazione del progetto d’impresa,  la beneficiaria comunica alla Regione, la richiesta di saldo secondo le indicazioni, le diciture ed allegando i documenti richiesti nel bando.

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17 – Controlli e verifica
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Le modalità di erogazione dei contributi indicati nei paragrafi precedenti, sono generalmente simili per qualsiasi finanziamento europeo a sostegno delle imprese. Di volta in volta, però, le Regioni che gestiscono questi fondi definiscono i termini, le modalità e le scadenze di presentazione delle domande.

Una procedura comune a molti finanziamenti è quella relativa alle attività di controllo e verifica degli enti erogatori presso le imprese beneficiarie. Non bisogna credere, infatti, che ottenere un finanziamento a fondo perduto sia una cosa che una volta avvenuta non avrà delle conseguenze. L’impresa dovrà rispettare regole e scadenze precise e mantenere negli anni le stesse caratteristiche definite nel bando di erogazione.

Dovrà, inoltre, conservare almeno per tre anni, o comunque secondo le scadenze previste dal bando, la documentazione  dell’avvenuta erogazione ed utilizzo del contributo, ( copie degli estratti conto e giustificativi di spesa) da esibire nel caso di attività di verifica e di controllo da parte delle autorità regionali. Questa procedura è espressamente prevista da regolamenti comunitari come il Reg. CE 1083/2006. I finanziamenti europei a sostegno delle imprese sono soggetti ad obbligo di revoca nel caso di mancato rispetto delle norme comunitarie. Insomma, l’Europa è disposta a dare, ma nel caso di utilizzo scorretto delle somme erogate, prevede anche di ottenerne la restituzione.

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