Finanziamenti pensionati protestati – Guida per pensionati con protesti


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IN SINTESI

Se si è pensionati e protestati o “cattivi pagatori”, iscritti cioè nei registri del cosiddetto CRIF, c’è un modo solo per ottenere un finanziamento: è la cessione del quinto della propria pensione. On line è possibile trovare tantissime finanziarie che offrono questo tipo di prestito con la possibilità, compilando un form, di richiedere rapidamente dei preventivi a seconda dell’importo richiesto.

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LINK UTILI

 

Siti delle più importanti associazioni di consumatori:

 

Adiconsum:
http://www.adiconsum.it
Assoutenti:
http://www.assoutenti.it
Codacons:
http://www.codacons.it
Federconsumatori:
http://www.federconsumatori.it
Adusbef:
http://www.adusbef.it
Assorisparmiatori:
http://www.assorisparmiatori.it/

Siti di alcune società finanziarie che erogano prestiti a pensionati protestati attraverso la cessione del quinto della pensione:

http://www.gruppomoney.it, numero verde gratuito 800 19 44 44
http://www.prestitionline.com, numero verde gratuito 800.100.700
http://www.italprestonline.com, servizio preventivi telefonico 07551752
http://www.prestitirapidissimi.com nella sezione “Prestiti protestati”
http://news.finanziamenti.it/
http://www.lineacredito.net/
http://www.cessionequintopensione.it/

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ARGOMENTI TRATTATI IN QUESTO ARTICOLO

- I prestiti a pensionati protestati attraverso la cessione del quinto della pensione
- Cosa sono le sic (sistemi di informazioni creditizie) o centrali rischi
- Quanto tempo le centrali rischi possono conservare i dati relativi ai cattivi pagatori?
- È possibile accedere alle centrali rischi per richiedere la modifica o l’integrazione dei propri dati?
- Occhio alle truffe
- Siti internet dove è possibile effettuare la richiesta di finanziamento

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I PRESTITI A PENSIONATI PROTESTATI ATTRAVERSO LA CESSIONE DEL QUINTO DELLA PENSIONE

Con i tempi che corrono sono sempre più numerose le persone che entrano a far parte della maglia nera del Registro dei Cattivi Pagatori o CRIF come viene comunemente chiamato.
Dunque tutti coloro che entrano in questo diabolico registro sono giudicati come cattivi pagatori o pagatori non affidabili. Così può capitare di recarsi presso una banca per richiedere un finanziamento e sentirsi dire dal bancario di turno che si è protestati e che quindi la banca non può erogare all’interessato nessun prestito.

Una via d’uscita comunque c’è ma solo se si è dipendenti pubblici o pensionati. Per tutti gli altri non c’è via di scampo. La soluzione si chiama cessione del quinto dello stipendio o della pensione, la formula secondo cui il datore di lavoro (ente pubblico o INPS oppure INPDAP per i pensionati) trattiene mensilmente dalla busta paga o dalla pensione un importo pari a massimo il quinto dell’importo lordo. Prima di approfondire questo tema è bene spiegare i termini di cosa vuol dire essere protestati.

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COSA SONO LE SIC (SISTEMI DI INFORMAZIONI CREDITIZIE) O CENTRALI RISCHI

Negli ultimi tempi associazioni di consumatori come la Adusbef – sito Internet http://www.adusbef.it – o la Assorisparmiatori – sito Internet http://www.assorisparmiatori.it/ – denunciano un certo inasprimento dei parametri che determinano l’iscrizione di cittadini nei registri dei cattivi pagatori. A volte basta un ritardo nel pagamento di una rata oppure il rifiuto da parte di una banca di accordare un prestito.

Ma chi è che si occupa di registrare questi dati relativi alle esposizioni debitore di ciascun cittadino? Esistono in Italia le cosiddette Centrali Rischi o SIC (Sistemi di Informazione Creditizia). Si tratta di sistemi gestiti sia dal pubblico che da privati di cui si servono le banche o gli intermediari finanziari in fase di istruttoria di un finanziamento per avere informazioni relative alla posizione creditizia dei loro clienti, così da potersi tutelare dai rischi relativi al finanziamento stesso. Come detto esistono Centrali Rischi sia pubbliche che private:

-Centrale rischi pubblica che è gestita dalla Banca d’Italia. Si occupa di monitorare tutti i finanziamenti di importo superiore ai 75.000 euro.
-Centrale rischi pubblica che è gestita invece dalla Società Interbancaria per l’Automazione (SIA) ed è sotto la vigilanza della Banca d’Italia. Si occupa di monitorare  finanziamenti di importo inferiore ai 75.000 euro e superiore ai 30.000 euro.
-Centrali rischi private che si occupano di finanziamenti di importo inferiore ai 30.000 euro.

Fino al 2005 le centrali rischi private non erano regolamentate per cui accadeva che conservassero i dati relativi ai cattivi pagatori per un periodo di tempo indeterminato, rendendo molto difficoltoso l’accesso al credito da parte di alcuni cittadini.
Nel 2005 il settore è stato regolamentato con l’introduzione di un codice deontologico da applicare tutte le volte che viene richiesto un finanziamento, da un prestito personale a un mutuo fino alla richiesta di una carta di credito.

In buona sostanza dunque le informazioni in possesso di queste centrali riguardano ad esempio la puntualità con cui paghiamo le rate di un mutuo o di un prestito o più in generale il nostro livello di indebitamento. Di contro però può anche accadere che possiamo ottenere facilmente un credito senza una richiesta di ulteriori garanzie proprio perché dai SIC risultiamo avere una buona storia finanziaria. È utile chiarire che spesso si fa riferimento al CRIF quando si parla di banche dati ma in realtà CRIF è solo una delle tante banche dati che operano in Italia.

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QUANTO TEMPO LE CENTRALI RISCHI POSSONO CONSERVARE I DATI RELATIVI AI CATTIVI PAGATORI?

Come accennato più sopra con l’introduzione del codice deontologico le centrali rischi possono conservare i dati fino a massimo 3 anni e non oltre i 5 come avveniva prima del 2005. Più precisamente:

-per una richiesta di finanziamento: 6 mesi (se l’istruttoria lo richiede) o 1 mese in caso di rinuncia o rifiuto della richiesta
-per morosità di almeno due rate o due mesi (poi successivamente pagate): 12 mesi dal momento della regolarizzazione
-per i ritardi superiori alle due rate o ai due mesi (e poi pagati anche mediante una transazione): 24 mesi a partire dalla data della regolarizzazione
-per gravi inadempimenti, sofferenze mai regolarizzate: 36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto
-per i rapporti che non hanno avuto problemi di morosità o eventi negativi: 36 mesi

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È POSSIBILE ACCEDERE ALLE CENTRALI RISCHI PER RICHIEDERE LA MODIFICA O L’INTEGRAZIONE DEI PROPRI DATI?

Sì, è possibile accedere ai propri dati anche in soli dieci giorni. Occorre rivolgersi a CRIF o agli enti partecipanti oppure alle associazioni di consumatori com Adiconsumhttp://www.adiconsum.it -, Assoutentihttp://www.assoutenti.it – , Codaconshttp://www.codacons.it -, Federconsumatorihttp://www.federconsumatori.it

Le procedure sono diverse a seconda che si tratti di persona fisica o di un’azienda.
Nel primo caso occorre scaricare a questo link http://www.modulorichiesta.crif.com/ un modulo da compilare e inviare via fax con allegati la fotocopia del documento di identità e quella del codice fiscale. Se si tratta di aziende invece occorre scaricare il modulo allo stesso link http://www.modulorichiesta.crif.com/, compilarlo e inviarlo via fax con allegati una fotocopia del documento di identità del legale rappresentante dell’azienda insieme al documento che attesti l’iscrizione presso la camera di commercio.

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OCCHIO ALLE TRUFFE

Per fortuna non capita tutti i giorni ma può accadere che una società finanziaria con cui non abbiamo mai avuto a che fare ci invii una richiesta di pagamento. Oppure può succedere che chiediamo per la prima volta un finanziamento e che questo ci venga negato perché scopriamo di essere iscritti nel registro delle Centrali Rischi.

Ciò capita in caso di truffa dovuto a furto di identità, quando cioè qualcuno richiede un finanziamento a nostro nome in seguito al furto di un portafoglio o presentando documenti falsi. In questo caso occorre naturalmente fare denuncia presso le forze dell’ordine e successivamente chiedere la cancellazione presso i CRIF dei nostri dati. Infatti tale operazione di cancellazione in caso di dati “negativi” può essere richiesta solo se sussiste una truffa. Per ottenere la denuncia basta scaricare un apposito modulo al link http://www.modulorichiesta.crif.com/ e inviarlo al CRIF compilato e con allegata copia della denuncia.

È possibile trovare ulteriori informazioni presso le associazioni dei consumatori come Adiconsumhttp://www.adiconsum.it -, Assoutentihttp://www.assoutenti.it – , Codaconshttp://www.codacons.it -, Federconsumatorihttp://www.federconsumatori.it

Una cosa di cui bisogna diffidare è la pubblicità di chi offre la cancellazione, previo pagamento, dei dati personali dalle banche dati. In realtà queste società possono solo richiedere di cancellare i dati “buoni” ma quelli “negativi” invece, come detto, possono essere cancellati solo in caso di truffa.

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SITI INTERNET DOVE È POSSIBILE EFFETTUARE LA RICHIESTA DI FINANZIAMENTO

Esistono innumerevoli siti Internet di altrettante società finanziarie dove il pensionato protestato può richiedere il finanziamento attraverso la cessione del quinto della pensione compilando un form on line per poi essere ricontattati telefonicamente o via posta. Oppure basta chiamare i numeri telefonici delle società stesse e si riceve a casa, tramite posta tradizionale o corriere, tutta la modulistica necessaria. Generalmente gli stessi siti offrono la possibilità di effettuare una rapida simulazione del proprio finanziamento per determinare la rata a seconda dell’importo richiesto. Di seguito indichiamo solo alcuni siti Internet di società che erogano finanziamenti a pensionati protestati mediante cessione del quinto della pensione:

http://www.gruppomoney.it, numero verde gratuito 800 19 44 44
http://www.prestitionline.com, numero verde gratuito 800.100.700
http://www.italprestonline.com, servizio preventivi telefonico 07551752
http://www.prestitirapidissimi.com nella sezione “Prestiti protestati”
http://www.lineacredito.net/
http://www.cessionequintopensione.it

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