Guida ai prestiti per disoccupati senza garante e senza reddito – Quali aziende li offrono


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Guida ai prestiti per disoccupati senza garante e senza reddito
Quali aziende li offrono


  • 1 – Cosa sono
  • 2 – Altri soggetti senza reddito
  • 3 – Diffusione dei prestiti per disoccupati e per senza reddito
  • 4 – Caratteristiche dei prestiti per senza reddito
  • 5 – Prestiti per disoccupati
  • 6 – Prestiti per studenti
  • 7 – Prestiti per casalinghe
  • 8 – Prestiti agevolati per le imprese
  • 9 – Microcredito
  • 10 – Chi concede i prestiti per disoccupati o senza reddito o senza garante

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1 – Cosa sono
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I prestiti per disoccupati o soggetti senza reddito sono dei finanziamenti specifici destinati a coloro che non possiedono documenti di reddito dimostrabile, come la busta paga, il cedolino della pensione o il Modello Unici per i lavoratori autonomi.

La mancanza di un reddito, al giorno d’oggi, è una condizione abbastanza frequente che colpisce un numero sempre maggiore di persone. Le condizioni della carenza di un reddito fisso e continuativo dipendono dalla mancanza di un lavoro stabile, dal licenziamento o dal fallimento di un’azienda. In tutti questi casi i soggetti coinvolti acquisiscono il cosiddetto status di disoccupato o senza lavoro.

Se il periodo lavorativo è stato svolto senza il versamento dei contributi pensionistici, allora il soggetto rischierà  anche di non avere un adeguato reddito da pensione. Ma i soggetti non percettori di reddito non sono solo disoccupati o imprenditori vittime del fallimento della loro azienda. Anche altre categorie sociali possono rientrare nella cerchia dei senza reddito ed avere comunque la stringente necessità di richiedere un prestito.

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2 – Altri soggetti senza reddito
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I soggetti che non percepiscono un reddito possono essere non solo coloro che hanno perso il lavoro, ma anche quelli che per motivi di studio o familiari non sono ancora entrati nel mercato del lavoro e sono in cerca di prima occupazione.

Appartengono a questa fascia sociale gli studenti, che per completare i loro studi vivono ancora dipendendo dalla famiglia d’origine e le casalinghe che per accudire marito e figli, scelgono, spesso, di rinunciare alla possibilità di svolgere un’attività lavorativa. Ma la categoria dei senza reddito non finisce qui. Non possiamo trascurare nemmeno i lavoratori in nero, che, oggi,  a causa della pressione fiscale e dei complicati profili di tassazione a cui sono sottoposte le imprese, vengono reclutati per lavorare senza regolare contratto.

Quando la regolarizzazione avviene, solitamente si applicano i cosiddetti contratti di lavoro atipico, come le collaborazioni o il lavoro a progetto. Anche in questo caso questi soggetti nel richiedere un prestito non sarebbero in grado di dimostrare la percezione di un reddito, che per la stragrande maggioranza dei prestiti personali è provabile solo con documenti quali la busta paga, il cedolino della pensione o la dichiarazione dei redditi.

Difficoltà nell’esibire documenti di reddito interessano anche un’altra categoria di soggetti, ovvero il cosiddetto “popolo delle partite Iva” che annovera migliaia di liberi professionisti  con alle spalle solo l’emissione di poche fatture o parcelle per prestazioni il più delle volte occasionali. In tutti gli esempi citati chiedere un finanziamento rappresenta una scelta, quasi sempre dettata dalle necessità, ma non facilmente esaudibile dalle banche e dagli istituti di credito che per elargire denaro in prestito chiedono sempre la presentazione di adeguate garanzie.

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3 – Diffusione dei prestiti per disoccupati e per senza reddito
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Ma se le banche chiedono sempre delle garanzie, prima di concedere dei prestiti, come mai si sente parlare anche di prestiti per disoccupati o per senza reddito? E perché esistono degli istituti di credito o, meglio, delle società finanziarie, che promuovono frequentemente la possibilità di ottenere dei finanziamenti, anche se non si possiede il becco di un quattrino?

La risposta è presto detta: perché con la crescita spaventosa del numero dei disoccupati e dei lavoratori atipici, che in pochi decenni rischiano di superare i possessori di reddito fisso, le banche finirebbero per non concedere prestiti a nessuno ed il mercato del credito si paralizzerebbe, bloccando, di fatto, una delle attività più importanti delle banche, ossia la concessione del credito, cioè l’immissione di denaro liquido nelle tasche dei clienti e dei circuiti economici ad essi collegati. D’altronde i dati parlano chiaro: i lavoratori atipici sono quasi 4 milioni, altrettanto lo è il numero di donne che non lavorano.

Poco incoraggianti sono anche i dati sulla disoccupazione che a gennaio 2011 faceva registrare la perdita di 110 mila posti di lavoro rispetto all’anno scorso. Come si può notare, un numero impressionante di inattivi a cui si aggiungono coloro che per fattori contingenti non sono riusciti a saldare dei prestiti precedenti e che  si ritrovano iscritti nelle centrali rischi o nei registri dei protestati. Insomma sembra che il numero di chi non può accedere a prestiti e finanziamenti bancari superi quello di coloro che possono accedervi.

Gli esperti delle politiche di marketing bancario hanno perciò studiato delle apposite strategie creditizie per permettere, anche ai senza reddito,  di ottenere dei prestiti. Questi finanziamenti prendono il nome della categoria a  cui sono dedicati. Troveremo, infatti, prestiti per disoccupati, lavoratori atipici e autonomi, prestiti per studenti e persino prestiti per casalinghe.

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4 – Caratteristiche dei prestiti per senza reddito
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La caratteristica dei prestiti per senza reddito, che abbiamo elencato al paragrafo precedente, è la necessità di non presentare alcuna garanzia al momento della richiesta del finanziamento. La garanzia è quel reddito o quel bene  su cui la banca si rivarrà in caso di insolvenza del debitore. Ma è anche la prova che documenta la capacità di rimborso di quest’ultimo.

Quindi il disoccupato o senza reddito potrà chiedere un prestito senza presentare la prova che attesta la percezione di un reddito, ma dovrà comunque offrire alla banca una garanzia alternativa che  permetta alla stessa di rivalersi su di lui in caso di inadempienza. La garanzia alternativa da presentare alla banca varia in base allo status del richiedente.

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5 – Prestiti per disoccupati
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Il disoccupato, cioè il soggetto che ha perso il lavoro, o l’imprenditore autonomo che ha visto fallire la sua azienda o il lavoratore in nero e persino quello atipico, possono chiedere dei prestiti di modesta entità per affrontare specifiche esigenze di liquidità finanziaria.

Questi prestiti sono anche detti prestiti liquidità  o prestiti personali di modesto importo. La garanzia richiesta dall’istituto di credito, mancando la busta paga o la dichiarazione dei redditi, sarà la firma di un garante o fideiussore in possesso di reddito certo che si obblighi a saldare il debito residuo in caso di inadempienza del debitore. Se l’importo del debito dovesse superare una certa cifra  potrebbe venire richiesta l’iscrizione ipotecaria su un immobile di proprietà, oppure la cessione in garanzia del canone di affitto percepito su eventuali immobili di proprietà.

Possono chiedere prestiti per disoccupati o senza reddito anche coloro che lavorando in nero o con contratti di lavoro atipico sono in possesso di un conto corrente da cui risultino degli accrediti frequenti e continuativi. Il tasso di interesse applicato su questi prestiti è generalmente fisso.

Gli importi richiesti ed erogabili non superano i 10 mila euro. Tali finanziamenti, che prevedono l’abbattimento delle spese di istruttoria, di incasso rata e di altre commissioni,  possono essere utili per affrontare delle spese improvvise o per finanziare delle piccole attività autonome.  Esistono anche prestiti per disoccupati o senza reddito dove non è richiesta alcuna garanzia accessoria, infatti, si parla anche di prestiti senza garante. Per ottenerli bisogna possedere alcuni requisiti. Lo vedremo nei paragrafi che seguono.

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6 – Prestiti per studenti
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I prestiti per studenti rientrano nella classificazione dei prestiti per disoccupati e vengono chiamati prestiti d’onore. Non richiedono la presentazione di alcuna garanzia e si possono anche chiamare prestiti senza garante. Requisiti per ottenerli:  lo status di difficoltà economica ed il merito, cioè ottimi voti agli esami o alto voto di laurea.

Questi prestiti hanno un tasso particolarmente agevolato e importi compresi tra 5 mila e 12 mila euro. Il rimborso avverrà solo quando lo studente avrà completato gli studi o  sarà entrato nel mercato del lavoro. I prestiti d’onore vengono concessi dalle banche convenzionate con le università.

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7 – Prestiti per casalinghe
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Si tratta di prestiti di piccolissimo importo, di solito 1500 euro, destinati alle casalinghe che necessitano di liquidità per affrontare delle spese domestiche. Queste somme vengono frequentemente concesse tramite la carta revolving, cioè una carta simile alla classica carta di credito su cui viene accreditata la somma richiesta che la casalinga potrà spendere secondo le sue necessità. Questi prestiti vengono concessi senza garanzia, ma a tassi di interesse più elevati rispetto agli altri prestiti, compresi di altri oneri, come le spese di invio degli estratti conto

La somma dovrà comunque essere rimborsata con rate periodiche  o tramite le ricariche del credito della stessa carta. Altri prestiti ai senza reddito e senza garanzie sono i prestiti agevolati per le imprese ed il microcredito.

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8 – Prestiti agevolati per le imprese
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I prestiti agevolati per le imprese sono delle linee di credito create per permettere l’avvio di attività autonome da parte di soggetti appartenenti a qualsiasi categoria sociale: donne, giovani, disoccupati. Questi finanziamenti possono anche essere definiti prestiti per disoccupati, perché, solitamente, chi sceglie di mettersi in proprio o di avviare un’impresa è una persona in cerca di occupazione. Per essere definiti anche prestiti senza garante, devono però essere erogati da appositi enti o istituti di natura pubblica che permettono di ottenere delle somme senza obbligo di restituzione degli interessi. In tal caso si parla di contributi a fondo perduto.

I contributi a fondo perduto vengono concessi dall’Unione Europea, dallo Stato, dalle Province, dai Comuni o dai Consorzi Fidi, enti a partecipazione pubblica e privata che rappresentano una determinata categoria di imprese da finanziarie. Una volta ottenuto il contributo senza obbligo di restituzione, lo si potrà utilizzare per coprire parzialmente o totalmente le spese di avvio di un’impresa. In genere un contributo a fondo perduto copre dal 50 all’80% dell’investimento effettuato.

Il beneficiario non dovrà presentare alcuna garanzia per richiedere tale somma, ma solo determinati requisiti, come lo status di disoccupato o inoccupato o l’attestazione di aver frequentato un corso di formazione professionale organizzato dall’ente che concederà il contributo.  Un’altra forma di prestito per senza reddito e senza garanzie o garante è il microcredito.

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9 – Microcredito
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Il microcredito è una soluzione di finanziamento destinata a sostenere piccole imprese e famiglie in condizioni di estrema povertà e disagio sociale. La nascita del microcredito si deve ad un economista bengalese Muhammad Yunus, fondatore della Grameen Bank, nata per concedere prestiti ad imprenditori e famiglie troppo povere per poter accedere ai normali circuiti del credito bancario.

Con questa iniziativa sono state concesse piccole somme di denaro, senza alcuna garanzia, ma solo finalizzate ad eliminare le condizioni di povertà e ad incentivare lo sviluppo delle piccole imprese. Un’idea che è servita a ridare un futuro a migliaia di persone è  che è valsa a Yunus il riconoscimento del premio Nobel per la pace nel 2006. L’iniziativa del banchiere indiano si è presto diffusa in tutto il mondo favorendo la nascita di banche, istituzioni e fondazioni specializzate nell’erogazione del microcredito.

Il microcredito non è una forma di assistenzialismo, ma un incentivo per premiare la volontà e le idee di sviluppo di coloro che non potrebbero mai accedere ai normali finanziamenti bancari. Con il microcredito si possono ottenere dei prestiti di modesta entità, che , di solito, non superano i 10 mila euro, e che devono servire a creare  o sostenere delle attività di impresa. Il richiedente non deve presentare alcuna garanzia, ma deve sottostare ad alcuni accordi con l’ente erogatore, come percorsi di formazione, presentazione di un progetto di impresa realistico e fattibile, investimento entro un certo periodo di tempo.

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10 – Chi concede i prestiti per disoccupati o senza reddito o senza garante
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Dopo aver presentato una lunga carrellata di prestiti e finanziamenti adatti a chi non lavora e non percepisce un reddito, ci addentriamo nel vivo della guida occupandoci delle istituzioni che  li erogano senza chiedere in cambio garanzie troppo difficili da sopportare per il debitore.

Gli istituti eroganti variano in base alla tipologia di prestito richiesta ed alla categoria sociale a cui appartiene il richiedente. I classici prestiti per disoccupati, in cui si devono presentare delle garanzie accessorie o sostitutive del documento di reddito dimostrabile, sono società finanziarie e banche, reperibili facilmente anche online appena si cerca la parola chiave “prestiti per disoccupati”.

I prestiti per studenti vengono, invece, offerti da banche convenzionate con le università, per cui la principale fonte di informazione per accedere a questi prestiti, saranno i siti web degli atenei.  Specialiste dei prestiti personali per casalinghe sono sempre le società finanziarie, mentre per quanto riguarda la richiesta del prestito tramite la carta revolving bisogna rivolgersi ad un istituto bancario.

La richiesta va effettuata personalmente allo sportello perché se si compila un preventivo nei siti di comparazione delle offerte online non si otterrà nessuna offerta disponibile. La carta revolving è pur sempre un prestito che può arrivare anche a 5 mila euro e la banca potrebbe chiedere la fornitura di garanzie accessorie o venire informata della presenza di un conto bancario  del coniuge in possesso di reddito dimostrabile.

I prestiti agevolati per le imprese, rientranti nella categoria dei contributi a fondo perduto, vengono erogati dalle istituzioni pubbliche che abbiamo elencato al precedente paragrafo. Per venire a conoscenza di questi finanziamenti bisogna leggere i bandi pubblici che vengono pubblicati sui siti delle Regioni, delle Province e dei Comuni.

In alternativa si possono consultare le Camere di Commercio e le associazioni di categoria che costituiscono i Consorzi Fidi. Per quanto riguarda il microcredito, la principale realtà italiana in tal senso è Banca Etica. Una buona fonte di informazione per conoscere enti e fondazioni che si occupano di microcredito è anche il Comitato Nazionale Italiano Permanente per il Microcredito.

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